Coppelle di Roccerè a Roccabruna

L’Area Archeologica di RocceRé è uno tra i più importanti siti di arte rupestre dell’età del bronzo a livello europeo e si trova ai piedi della Valle Maira, a Roccabruna, in provincia di Cuneo.

Per il gran numero di incisioni in un’area molto ridotta (oltre 20.000 coppelle su circa 20.000 mq) e per il tipo di figure presenti è quindi una zona altamente intreressante.

Un luogo spirituale e misterioso che affascina per la morfologia e i panorami. Camminando tra le sue rocce incise e gli affioramenti di quarzo bianco si torna indietro a più di 4000 anni fa. In un’area abbracciata da una ricca vegetazione è possibile ammirare Il Masso Altare sul quale capeggia l’incisione più importante del sito, le Roccias Fenestre, il Trono del Re e la Grotta di Balmascura.

 

coppelle

Sentiero degli Acciugai valle di Celle Macra

Splendido anello della durata di 2-3 ore (le cose da vedere sono molte) attraveso il bel paesaggio della valle di Celle Macra.

Lungo l’itinerario vengono rievocati gli acciugai, antico mestiere sapientemente interpretato dagli abitanti di queste borgate.

La partenza è dalla borgata Chiesa,1270 m, qui nella chesa parrocchiale si possono ammirare degli affreschi di Hans Clemer di fine 1400, si toccano poi le borgate di Castellaro 1451 m,, salendo verso il Piano della Colla si arriva a Grangie 1387 m., e a Trucco 1334 m. , da qui una piccola deviazione porta alla bella chiesa di S. Sebastiano con affreschi del 1400.

acciugai

ESTEREL: UN ELDORADO!

Magnifico e selvaggio angolo della costa Azzurra in grado di regalare delle magiche scalate sulla rossa rioliote della corniche d’or a 50 minuti da Menton.

Il Rocher St Barthelemy col suo classico spigolo ESE se concatenato a Pilier du Feu Sacrè diventa una salita di stile alpinistico da una dozzina di tiri su una roccia fantastica ed un panorama grandioso, non indugiate, autunno inverno e primavera sono le stagioni più adatte!! Contattatemi al n° telefonico 3485525514.

 

Protezioni fisse in falesia, facciamoci caso….

Le protezioni fisse in falesia siamo abituati a ritenerle supersicure ma se ci fermiamo un po’ ad analizzarle possono sorprenderci!

Spesso la criticità è nel materiale usato, nel campo della chiodatura è ancora molto diffuso il “fai da te”, risultando inadeguato poco duraturo.

Altra criticità può essere il posizionamento sia per quel che riguarda la sicurezza in caso di caduta che la tenuta della protezione stessa.

Le tipologie di ancoraggi sono sostanziamente due: quelli ad espansione meccanica a secco e quelli formati da fittoni con ancorante chimico (resine epossidiche ad alto carico).

Entrambe i materiali presentano dei vantaggi e delle criticità, i primi sono particolarmente adatti nel csaso di richiodature.

Anche gli ancoraggi di sosta devono essere ben analizzati prima di essere utilizzati, specie se il punto di calata  composto da materiale non specifico (moschettoni in lega, maillon rapide o peggio moschettoni in ferro). Da notare che anche l’acciaio inox si usura rendendo l’ancoraggio no più sicuro.

Tra i gruppi sosta inox sono senz’altro da preferire quelli con anello chiuso piuttosto che con moschettone.

Qui di seguito alcuni esempi trovati nelle falesie più conosciute della nostra zona:

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moschettone su via da

Valle Stura Parete del Forte di Vinadio Spigolando verso il Sole, Little Wall e Diedrofobia

Da questa struttura si gode di una spledida vista si Vinadio, Spigolando, salita nel 1992 con Barbara, è una via su cui vale la pena salirci anche se la roccia non è pulitissima, e arrivare in cima alla struttura potrà forse emozionare anche voi!

Richiodata il 24 0ttobre 2014, sempre dal basso con il trapano come durante la prima salita, mi ha messo alla dura prova! Molte lune sono passate……il carattere dell’itinerario però si quasi tutto conservato….

Alcuni bolli gialli agevolano ora l’avvicinamento.

FORTE DI VINADIO LITTLE WALL E DIEDROFOBIA

FORTE DI VINADIO RELAZIONE

FORTE DI VINADIO SCHIZZO

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Queyras, La Taillante 3178 m

Questa bella cima di 3178 m colpisce per la sua serie di lunghe placche della parete ovest che culmionano su una affilata cresta che ne costituisce la via di salita normale.

Due vie moderne sono state chiodate<.

Danse avec les loup, D+ 400 m e

Science-friction D 200 m 5b max ed obbl., quest’ultima a firma della famiglia Rolland, una garanzia!

I gradi non sono regalati, ma si sale lungo placche superbe ed a volte curiose, la discesa è veloce dalla normale, il quadro è comunque abbastanza alpinistico.

L’ambiente è dove si svolge la salita è veramente spettacolare e ricco di curiosità

MARMOLADA M. 3342 PUNTA PENIA TRAVERSATA VIA NORMALE E FERRATA

Dal passo Fedaia con telecabina o lungo il sentiero 606 fino al PIan dei Fiacconi m 2626, stazione di arrivo della cestovia, si procede verso sud sul Ghiacciaio della Marmolada tra Punta Rocca e Punta Penia (Pian dei Fiacchi 2900) per raggiungere il fianco orientale della cresta nord di Punta Penia dove per roccette attrezzate con cavo metallico si guadagna la cresta nevosa, la “Schena de Mul”, che conduce in breve alla croce di vetta.

Da qui si va verso ovest per raggiungere e seguire il percorso della ferrata che si abbassa alla Forcella Marmolada 2910 m si scende poi verso nord sul ghiacciaio per rientrare verso est, nella parte terminale in leggera salita, verso la telecabina  del Pian dei Fiacconi

Discesa del Toula e della Vallée Blanche fuoripista

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Il Toula

ll Toula è il ghiacciaio che scende dal Colle del Gigante verso la Val Veny e costituisce uno splendido anfiteatro naturale dove è possibile praticare lo sci in fuoripista. Da Punta Helbronner si giunge in breve tempo con gli sci al colle del Toula a quota 3440 metri. Da qui in pochi minuti si scende lungo una scalinata metallica che porta al ghiacciaio, da dove inizia la discesa tra seracchi e canaloni fino ai pendii che conducono alla stazione intermedia del Pavillon. Il ghiacciaio del Toula offre vari itinerari di freeride; dai canali più ripidi alla discesa “classica”. Le buone condizioni di innevamento e l’esposizione, consentono discese fino a primavera inoltrata. Può essere concatenato con la discesa della Valée Blanche, per una giornata di discesa interminabile!

La Vallée Blanche

Da Punta Helbronner: è il sistema italiano per accedere alla Vallée Blanche, dai suoi 3470 m il panorama è mozzafiato, il dislivello in discesa fino a Chamonix è di 2.400 metri, dopo 450 m si incontra la traccia della discesa classica francese.
Dall’Aiguille di Midi: la vista da qui è impareggiabile dai suoi 3842 m, è la più alta delle Aiguille di Chamonix, si raggiunge dal simpatico paese francese per mezzo di una spettacolare funivia.
La discesa si snoda tra guglie di protogino rosso e muri di ghiaccio fino al ghiacciaio du Tacul ora più dolce. Con buone condizioni di innevamento si può scendere sino a Chamonix sci ai piedi oppure, a 1.700 una cabinovia porta alla stazione del trenino del Montenvers.

 

Punta Marguareis canale dei Genovesi

Il Marguareis è la cima più alta delle Alpi Liguri con i suoi 2651 metri, il canale dei Genovesi è uno dei modi più estetici per raggiungerne la vetta.

Difficoltà PD, 550 m, è un canale rettilineo che si insinua tra pareti dolomitiche fino ad un passaggio più difficile per accedere alla cima.

Ottimo punto di appoggio il rifugio Garelli (1990m), ma fattibile in giornata da Pian delle Gorre con un dislivello totale di circa 1600 m.

La discesa di effettua di norma dal canale dei Torinesi, più facile rispetto a quello di salita ma suggestivo.